The Code: 6 mesi dopo

Eccomi qua, come quasi sempre a notte fonda, a trovare il tempo per scrivere un po’ di quello che mi ronza in testa. Stavolta devo partire da un mea-culpa. Obbligatorio, mi sento di dire. 

Si, perchè la scorsa estate – all’ombra della mia amata Maga Circe – ho divorato con entusiasmo The Code, il libro di Alex Cask… il nostro Bugbaal, per chi non lo sapesse.

Pagina dopo pagina ero super-gasato, perchè oltre ad essere un avido lettore, mi piace vedere cosa è in grado di creare un essere umano, con l’aiuto soltanto del suo ingegno e della sua volontà.

Arrivato all’ultima pagina, giusto un paio di giorni prima del rientro a casa dalle vacanze, ero sicuro che avrei scritto queste righe nel giro di una settimana. Massimo dieci giorni.

E invece? Invece sono passati sei mesi. Sei mesi di “lo faccio domani”, di raid, di podcast e di progress. Di distrazioni anche IRL che Axel (il protagonista del libro, n.d.r.) probabilmente disprezzerebbe. Ad ogni modo, come si dice anche per i drop con lo 0.002%, l’importante è che alla fine sia arrivato.

Quindi Bugbaal, prendi queste righe come scuse personali da parte mia, ma sappi che il tempo passato non ha scalfito minimamente l’impatto e le sensazioni che la tua storia ha suscitato in me.

Per chi non lo conoscesse, Alex è un creativo, un vulcano. Realizza video, meme, orologi… insomma, è uno che prende le idee e le trasforma in qualcosa di concreto, di reale, e spesso di meraviglioso. Beh anche con The Code, ha fatto lo stesso

E’ un libro veramente figo, piacevole da leggere, dove il ritmo serrato ti tiene incollato alle pagine. I protagonisti li senti subito vicini, quasi amici, fin a farti diventare parte della loro ‘squadra’. Un po’ come quando siamo in raid.

Alex esplora temi abbastanza ‘profondi’, trasponendo domande attuali per tutti gli ‘adulti’ di oggi, in situazioni vissute da ragazzi adolescenti.

Per me la chiave è stata quella: alleggerire temi tosti e che spingerebbero a riflettere anche il più superficiale dei mechagnomi, ‘nascondendoli’ in un’avventura adolescenziale di ribellione ad un sistema opprimente e ‘sbagliato’.

Ho trovato strizzate d’occhio al capolavoro “Ready: Player One”, ho sentito piccole vibes che mi hanno fatto venire in mente “The Goonies” e sono stato trasportato in un’atmosfera generale che mi ha ricordato “Grosso Guaio a Chinatown”. Insomma, tre capolavori assoluti. Ovviamente non voglio paragonare The Code nè a quelle opere mostruosamente sacre nè a nient’altro, volevo soltanto provare a trasmettervi un po’ di quello che ho sentito io, mentre mi divoravo The Code.

Tuttavia c’è un problema. Un problema gorsso. Alex tu lo sai di che parlo. Non penserai mica di cavartela cosi?

Mentre continuiamo a farmare boss e a passare serate insieme (guarda se non vieni in Mythic sta season te la vedrai con Kereru!) …Mettitelo in testa, tu devi sederti alla scrivania, sistemare la tastiera e riprendere il lavoro.

Perchè il seguito ci serve. Ne abbiamo bisono. Lo aspetto con la stessa ansia con cui ho aspettato il drop delle Tusks of Mannoroth. Le spalline ora le ho droppate…vedi che devi fare.

Chiudo, anche perchè sono le 4 del mattino e domani si lavora.

Se cercate una lettura scorrevole e fluida, un’avventura che vi trasporti in un futuro spaventoso ed iper tecnologico, che vi intrattenga ma che sia anche in grado di farvi riflettere, andate a comprarvi The Code by Alex Cask. Un vero Nerd ce l’ha e lo tiene nella libreria, accanto alla saga del Gentleman Bastard.

Trust me, I’m a Journalist.

LVL 46 – 1 wife – 2 children – Killing bosses since 1996. * Logorroico, giornalista che lavora nell’IT, Chargers fan. * Scrivo, tatuo, mi faccio tatuare e porto i Wayfarer.